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Rinunciare al pensiero creativo con un “clic”

Ha ancora senso viaggiare con la fantasia, in un mondo diventato “così piccolo”?

[…]Forse perché è un po’ più difficile avere quella voglia quasi ingenua per la scoperta in un mondo sempre più piccolo, dove tutti abbiamo accesso a qualsiasi luogo, anche il più remoto, con poche ore di volo o, al limite, con pochi istanti: basta un clic e Google Maps “ci porta” dove vogliamo.[…]

Di seguito l’articolo che ho pubblicato relativamente a questo Topic proposto da ilmiolibro.kataweb.it

La rinuncia al pensiero creativo e la dipendenza dagli altri

Perché fare uno sforzo immaginativo per uscire da un impasse, quando basta un “clic” per raggiungere risposte preconfezionate per le nostre domande?

È indubbiamente più facile seguire un tutorial che tentare di risolvere un problema cercando da soli possibili soluzioni e rischiare di andare incontro al fallimento. Meglio cucinare una ricetta letta su internet che sperimentare nuovi sapori che possono non piacere.

sè e autostima

AUTOSTIMA:
la valutazione di Sé

SE’, IO e ME

Secondo W. James, esponente della psicologia sociale, “il Sé deriva da una costruzione personale (attiva) dell’individuo su di sé”; egli suddivide il Sé in:

  • “IO”, riguardante il sé cosciente, consapevole. E’ la parte del nostro Sé che conosce e apprende.
  • “ME”, ovvero il sé conosciuto dall’IO sulla base delle diverse esperienze vissute.

Il ME viene conosciuto attraverso un:

  • Me materiale”, comprendente tutto ciò che viene sentito come parte di sé.
  • Me sociale”, riguarda la reputazione e i riconoscimenti che si possono ricevere dagli altri; contiene quindi informazioni su di noi, basate su ciò che percepiamo dal nostro rapporto con il mondo sociale.
  • Me spirituale”: costituisce l’intero apparato degli stati di coscienza e delle facoltà psichiche.
resilienza

A SCUOLA DI RESILIENZA

COS’E’ LA RESILIENZA?

Il termine resilienza deriva dal latino resilio, che vuol dire “rimbalzare”. In ambito psicologico indica la capacità dell’individuo di trasformare un’esperienza dolorosa in apprendimento, acquisendo competenze utili al miglioramento della qualità di vita, dell’organizzazione del proprio percorso personale, della relazione con il contesto di riferimento.

Rutter (1985) definisce la resilienza come la capacità di riadattarsi a fronte di una difficoltà che altrimenti porterebbe ad effetti negativi, come ad esempio gli eventi di vita non normativi, improvvisi e imprevedibili. Quindi riguarda non solo la resistenza, ma anche il superamento del problema. I fattori che possono determinare la forza della resilienza sono: