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BAMBINI RIFIUTATI DAI COMPAGNI: DISAGIO E SOFFERENZA PSICOLOGICA

bambini-introversi-rifiuto-socialeIl rifiuto da parte dei coetanei può verificarsi già nella primissima infanzia ed ha un impatto che dura tutta la vita. Spesso ne sono vittima sia quei bambini che agli occhi dei compagni risultano aggressivi e prepotenti sia quelli più remissivi, insicuri ed introversi.

ll rifiuto è un fattore di rischio nello sviluppo di forme di ansia e depressione, di un basso rendimento scolastico, abbandono degli studi e comportamenti antisociali. Si associa inoltre ad una bassa autostima e a vissuti di profonda sofferenza. In molti casi il bambino risponde al rifiuto dei compagni con comportamenti aggressivi o di isolamento che anziché essere risolutivi, rinforzano il rifiuto a loro volta.

Intervenendo tempestivamente a sostegno del bambino oltre a proteggerlo dalla percezione di essere sbagliato e di non poter vivere esperienze relazionali positive con i coetanei, è possibile fornirgli strumenti necessari per sviluppare le proprie abilità sociali e per muoversi nel mondo sociale in modo più funzionale e sereno.

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IL RIFIUTO SOCIALE NELL’INFANZIA

RIFIUTO SOCIALE E BAMBINI RIFIUTATI

Il rifiuto sociale nell’infanzia si traduce a livello comportamentale in un’esclusione attiva di alcuni bambini dalle attività che vengono condivise dal gruppo.
I bambini rifiutati sono quelli che risultano avere un impatto elevato sul gruppo ma sono oggetto di una bassa preferenza da parte dei compagni.

Il rifiuto da parte dei coetanei subito durante l’infanzia ha un impatto che dura tutta la vita e spesso ne sono sia vittima sia quei bambini che agli occhi dei compagni risultano aggressivi e prepotenti sia quelli più remissivi, insicuri ed introversi.

Bullismo prescolare

IL BULLISMO IN ETA’ PRESCOLARE: un fenomeno documentato anche in Italia

Con il termine bullismo si intende:

una condizione di oppressione agita da uno o più studenti verso un compagno, il quale diventa bersaglio di azioni di prevaricazione e vittimizzazione, e viene esposto nel corso del tempo a ripetute azioni offensive.Olweus, 1993

Vittima di bullismoIl bullismo può essere definito come sottotipo del comportamento aggressivo seppure si differenzi dall’aggressività in quanto caratterizzato da intenzionalità, asimmetria di potere nei soggetti coinvolti e sistematicità, ovvero la reiterazione del fenomeno nel tempo, diretto dalle medesime persone verso la stessa vittima.

L’aggressività relativa al bullismo si manifesta sia in modo diretto, attraverso atti fisici violenti o minacce e offese verbali, sia in modo indiretto attraverso l’esclusione e la diffamazione, che colpiscono la vittima a livello psicologico e relazionale.

Il bullismo non coinvolge solamente la relazione aggressore-vittima, infatti si possono distinguere all’interno del fenomeno, sei ruoli diversi: