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Scuola Maria SS. Bambina di Certaldo: l’integrazione attraverso la musica

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Tratto da www.coopdifferenzeculturali.it

A SCUOLA L’INTEGRAZIONE ATTRAVERSO LA MUSICA

Il primo step del Progetto “C’era una volta in Africa, e c’è ancora”

A cura: dott.ssa Costanza Cino

Il 20 Giugno presso la scuola “ISTITUTO MARIA S.S. BAMBINA” di Certaldo si è svolto il primo dei due incontri preliminari al progetto “C’era una volta in Africa , e c’è ancora”, proposto dall’Associazione Differenze Culturali, e che avrà svolgimento nell’anno scolastico 2017/2018.

migrantiL’obiettivo primario di questo progetto è quello creare uno spazio di incontro tra i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di Certaldo e alcuni migranti ospitati nella stessa città dalla nostra Associazione; un incontro in cui i ragazzi richiedenti asilo possano “raccontare” l’Africa meglio di quanto possa fare un libro, attraverso immagini, giochi, musica, favole, ricordi; un incontro che sia fonte di apprendimento per i bambini e fornisca loro la possibilità di dialogare e conoscere in prima persona “questi stranieri venuti da lontano”, riuscendo ad andare oltre ai messaggi diretti o indiretti che arrivano a loro dagli adulti e dai mass media. Continue reading

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BES: Bisogno di Educatori Specializzati

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Educare

Il significato etimologico della parola “educare” deriva dal latino e-ducere che significa letteralmente “condurre fuori”, “trarre”, far venire alla luce qualcosa che è nascosto. L’educazione riguarda la genitorialità, la scuola, lo sport ed ogni altro contesto in cui l’adulto svolga una funzione volta all’apprendimento del bambino.

Tutti gli individui in via di sviluppo necessitano di “guide” e di modalità educative adeguate, che tengano conto della loro personalità, delle loro predisposizioni e delle loro difficoltà, a maggior ragione quelli che presentano Bisogni Educativi Speciali (BES). Continue reading

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LIBERTA’ DI EDUCARE, LIBERTA’ DI IMPARARE

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Libertà di imparare

IL CRESCENTE BISOGNO DI UNA SCUOLA CHE CAMBIA

Il 13 Settembre 2015 presso la Villa del Mulinaccio a Vaiano, si è tenuto il Convegno “Tutta un’altra scuola”, organizzato e promosso da Terra nuova, allo scopo di informare e presentare metodi educativi alternativi a quelli scolastici convenzionali e promuovere riflessioni sul rispetto della Pedagogia e Psicologia infantile nell’educazione e nell’apprendimento.

Il rispetto della libertà e della volontà nell’educazione

Sabino PavoneUno dei contributi più interessanti è stato proposto dal relatore Sabino Pavone, Presidente della “Libera Scuola Steiner-Waldorf Novalis”. La parola-chiave del suo intervento è stata <<libertà>>, non solo in riferimento al metodo educativo, ma soprattutto in merito all’espressione del proprio talento e dell’esercizio della propria volontà. Come ha spiegato Pavone, nell’adulto il percorso che porta all’organizzazione di scelte dettate dalla volontà parte dal pensiero, passa attraverso il sentimento e quindi raggiunge la dimensione del “volere”. Nello sviluppo psicologico del bambino, tale percorso ha una direzione inversa: inizia con l’espressione di una volontà, apre le porte all’emotività ed al “sentire”, per poi arrivare al pensiero, attraverso cui il ragazzo manifesta la propria individualità.

Infatti Pavone sottolinea come i bambini, a differenza degli adulti conoscono ed esperiscono il mondo materiale e sociale principalmente attraverso il movimento e l’imitazione, guidati <<da una fiducia immensa nell’uomo>>. Verso i 6-7 anni i bambini iniziano a manifestare le proprie preferenze attraverso il <<mi piace/non mi piace – lo faccio/non lo faccio>> e intorno ai 12-13 anni esprimono il proprio volere personale: <<faccio quello che voglio io>>.

L’intervento di Pavone ha focalizzato l’attenzione soprattutto sul fatto che nei primi anni <<la libertà di coscienza del bambino la esercita l’adulto>>. E’ da questo concetto saliente che dovrebbe dispiegarsi un’attenta riflessione sui metodi educativi che vengono proposti all’infanzia (e non solo), domandandosi se davvero riconoscano il bambino come <<portatore di talenti>> o se esista un obiettivo indiretto di <<plasmare il bambino a servizio dell’esistente>>.

Riflettere su queste parole, invita anche a ragionare sulla dimensione sociale dell’educazione e su ciò che dovrebbe essere oggetto di apprendimento. A tale proposito, Sabino Pavone cita le parole Jacques Delors, in merito a quattro fondamentali tipi di apprendimento: Continue reading

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