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orientamento superiori

Da Aprile a Luglio 2016 –
Orientarsi dopo la fine delle superiori tra ricerca del lavoro e scelta dell’università

Il termine della scuola superiore può essere un momento disorientante nella vita di molti adolescenti, che si trovano in pochi mesi a dover affrontare una scelta impegnativa circa il loro futuro, sia formativo che professionale.

I COLLOQUI DI ORIENTAMENTO:

I colloqui di orientamento sono un’occasione per riflettere sulle proprie competenze, sul proprio potenziale e sulle proprie ambizioni, al fine di giungere ad una scelta consapevole in cui le predisposizioni personali possano essere valorizzate al fine di raggiungere le proprie aspettative.

orientamento universitarioInoltre, per quanto riguarda il percorso formativo, i colloqui di orientamento offrono informazioni utili a farsi un un’idea sul funzionamento del mondo universitario, sulla diversa metodologia di studio che occorre e sulla gestione del tempo nella preparazione degli esami.

Orientamento - Colloquio di lavoroRiguardo al percorso lavorativo, i colloqui di orientamento informano anche sui principali canali da utilizzare per cercare lavoro, offrono supporto nella corretta redazione di un Curriculum Vitae e nella preparazione ad un colloquio di lavoro.

 

ORIENTAMENTO 2016:

La dott.ssa Costanza Cino e la dott.ssa Giulia Consani dal mese di Aprile al mese di Luglio 2016 effettuano su appuntamento colloqui di orientamento a ragazzi delle scuole superiori interessati a conoscersi meglio e apprendere le migliori strategie per orientarsi nelle scelte riguardanti il proprio futuro, tra percorsi formativi e posizioni di lavoro:

Intersoggettività

LA NASCITA DELL’INTERSOGGETTIVITA’:
il ritmo emotivo madre-figlio

Daniel Stern (2005) afferma che la nostra vita mentale è frutto di una co-creazione, di un dialogo continuo con le menti degli altri. Le intenzioni, i sentimenti e i pensieri di ogni persona interagiscono con quelli delle altre, creando degli spazi di intersoggettività da cui evolve la mente dell’individuo.

Uno dei punti chiave della sua prospettiva è che il saper riconoscere e decifrare l’intenzionalità sia una capacità fondamentale per l’adattamento e la sopravvivenza.

L’autore mette in risalto il fatto che ogni individuo sia costantemente alla ricerca di relazioni, più o meno profonde, con altre persone ed evidenzia come il nostro sistema nervoso appaia costruito per “agganciarsi” a quello degli altri esseri umani e per coglierne le intenzioni.

LA SINTONIZZAZIONE AFFETTIVA

Sintonizzazione AffettivaStern  spiega la capacità della diade madre-bambino di leggere reciprocamente i propri stati affettivi, attraverso il concetto di sintonizzazione affettiva. A differenza dell’imitazione comunemente intesa che riguarda i comportamenti manifesti, la sintonizzazione affettiva si riferisce a quella relativa agli stati interni, ovvero agli affetti. Essa richiede una coordinazione del “ritmo emotivo” di entrambi i membri della diade.

sè e autostima

AUTOSTIMA:
la valutazione di Sé

SE’, IO e ME

Secondo W. James, esponente della psicologia sociale, “il Sé deriva da una costruzione personale (attiva) dell’individuo su di sé”; egli suddivide il Sé in:

  • “IO”, riguardante il sé cosciente, consapevole. E’ la parte del nostro Sé che conosce e apprende.
  • “ME”, ovvero il sé conosciuto dall’IO sulla base delle diverse esperienze vissute.

Il ME viene conosciuto attraverso un:

  • Me materiale”, comprendente tutto ciò che viene sentito come parte di sé.
  • Me sociale”, riguarda la reputazione e i riconoscimenti che si possono ricevere dagli altri; contiene quindi informazioni su di noi, basate su ciò che percepiamo dal nostro rapporto con il mondo sociale.
  • Me spirituale”: costituisce l’intero apparato degli stati di coscienza e delle facoltà psichiche.
resilienza

A SCUOLA DI RESILIENZA

COS’E’ LA RESILIENZA?

Il termine resilienza deriva dal latino resilio, che vuol dire “rimbalzare”. In ambito psicologico indica la capacità dell’individuo di trasformare un’esperienza dolorosa in apprendimento, acquisendo competenze utili al miglioramento della qualità di vita, dell’organizzazione del proprio percorso personale, della relazione con il contesto di riferimento.

Rutter (1985) definisce la resilienza come la capacità di riadattarsi a fronte di una difficoltà che altrimenti porterebbe ad effetti negativi, come ad esempio gli eventi di vita non normativi, improvvisi e imprevedibili. Quindi riguarda non solo la resistenza, ma anche il superamento del problema. I fattori che possono determinare la forza della resilienza sono: