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LA SALUTE ORGANIZZATIVA: BENESSERE A LAVORO

Nel 1948 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia”.

Uno dei modelli teorici di riferimento della Psicologia della Salute è il Modello bio-psico-sociale proposto da Engel. Esso si contrappone fortemente al modello biomedico, che ha dominato per secoli la concezione di salute e malattia, e che ancora oggi influenza modi di agire e di pensare in ambito sanitario. Il modello biomedico è un modello riduzionista, che vede la malattia come un’alterazione di processi biologici da cui origina un disturbo. La malattia è ricondotta esclusivamente ad un malfunzionamento fisico e mente e corpo sono viste come entità separate.

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IL RIFIUTO SOCIALE NELL’INFANZIA

RIFIUTO SOCIALE E BAMBINI RIFIUTATI

Il rifiuto sociale nell’infanzia si traduce a livello comportamentale in un’esclusione attiva di alcuni bambini dalle attività che vengono condivise dal gruppo.
I bambini rifiutati sono quelli che risultano avere un impatto elevato sul gruppo ma sono oggetto di una bassa preferenza da parte dei compagni.

Il rifiuto da parte dei coetanei subito durante l’infanzia ha un impatto che dura tutta la vita e spesso ne sono sia vittima sia quei bambini che agli occhi dei compagni risultano aggressivi e prepotenti sia quelli più remissivi, insicuri ed introversi.

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IL DOLORE SOCIALE: UN DOLORE NEL CORPO

MacDonald (2009) descrive il dolore sociale come un’esperienza dolorosa a seguito della minaccia di perdere, o dell’effettiva perdita di un legame sociale.